DOTT.ANTONIO SANTORO

Chi sono

La vita può seguire le traiettorie più disparate: portarci lontano o, al contrario, tenerci ancorati alle origini; può farci seguire traiettorie lineari oppure involversi in circuiti tortuosi che sembrano privi di prospettiva. Personalmente ho scelto di studiare lontano da casa ma ho sempre sperimentato un’istintiva attrazione per il mio passato, per una dimensione di vita che potesse includere e farmi riassaporare esperienze legate all’infanzia, all’adolescenza. In un tempo in cui, adulto, percepisco il senso di pienezza e maturità cui le esperienze volte all’emancipazione dal nucleo familiare d’origine mi hanno portato, al contempo ho avuto bisogno di recuperare i profumi, i suoni, i colori e le storie dei primi vent’anni di vita. Sono nato da genitori di origine salentina; mio padre, chimico analista, lavorava in Carlo Erba, motivo per cui sono nato a Milano. Appena ho cominciato a compiere i primi passi in autonomia ho fatto rientro a Lecce dove mio padre ha continuato la sua professione presso un noto laboratorio di analisi cliniche e dove sono cresciuto in un sereno clima familiare e parentale.

mio padre mi ha trasmesso la passione per il mondo microscopico, per la chimica organica, il fascino per gli scambi energetici che determinano lo stabilirsi di legami tra atomi e molecole; tale passione è stata il preludio per gli studi medici, e per i successivi studi sullo sviluppo affettivo dell'essere umano, grazie all’influsso di mia madre, persona solare e dotata di doti relazionali fuori dal comune.

Sempre dedito allo sport con finalità ricreative e all’osservazione della natura nelle sue cicliche mutazioni, ho sviluppato un particolare interesse per la psicologia, l’etologia e per la cura del mondo dell’infanzia; ho avuto la fortuna di avere tre fratelli più piccoli e di essere sempre immerso in una dimensione di confronto e dialogo con il mondo dell’infanzia sino alla maggiore età. Anche quando, da adolescente, la maggior parte degli amici mi spingeva verso esperienze di maggiore trasgressione ed emancipazione sociale, la dimensione osservativa e riflessiva sulla realtà ha mantenuto un posto rilevante nelle mie giornate piene di digressioni, sogni ad occhi aperti, introiezione silenziosa di 'mondi paralleli', quali il mutare di un girino, la continua frenesia delle formiche, il riprodursi occasionale dei pesciolini dei miei numerosi acquari. Giunto alla maturità ho deciso con fermezza di studiare medicina, spinto dal desiderio di possedere i segreti della biologia dell’organismo vivente più evoluto e complesso e da un’innata propensione all’ascolto e all’osservazione che mi hanno naturalmente orientato negli anni alla scelta della neuropsichiatria infantile come branca specialistica. Gli anni dell’università sono stati un viaggio entusiasmante e faticoso che mi ha portato a sviluppare una forte autostima: la capacità di apprendere nell’intimo le meraviglie dell’universo microscopico di cui siamo espressione, la consapevolezza nella possibilità di raggiungere obiettivi grandiosi, l'esercizio continuo dell'autocritica come strumento per affinare la conoscenza dell'altro, sono ulteriori tratti costitutivi della mia Identità. In questo percorso la città di Pavia ha dato spessore alla mia formazione professionale. Da qui, colmo di passione e consapevole di custodire un sapere prezioso da arricchire e valorizzare ancor più, ho scelto di proseguire gli studi a Torino presso il prestigioso Ospedale Infantile Regina Margherita, aprendomi alla clinica dell'età evolutiva non solo da una prospettiva medica altamente specialistica, ma anche psicoanalitica, grazie alla contemporanea frequentazione di corsi e seminari di psicoterapia psicodinamica che la scuola di specializzazione in neuropsichiatria infantile offriva. Anni pieni di scoperte e altamente formativi, di cui conservo tanti bei ricordi. Tra questi, sono particolarmente affezionato alle parole di uno dei primi ragazzini che seguii in materane, Marco, che mi disse: 'dottore, io e te possiamo costruire una città molto grande e pensierosa'.Neanche il tempo di discutere la tesi che ricevetti una chiamata cui non potevo dire di no. Mi si prospettava la possibilità di lavorare in una comunità terapeutica per adolescenti con disturbi psicopatologici. Il coronamento della mia maggiore ambizione, la cura del disagio psichico. Ancora rinunce dal punto di vista affettivo e ambientale; ancora lontano dalla famiglia, in quella Milano che sembrava apparentemente chiudere un cerchio (essendo il mio luogo di nascita) ma che in realtà creava una nuova, più lunga traiettoria di vita prima del ritorno alle origini. Ho vissuto 12 anni intensi, ricchi di esperienze forti, che hanno riempito e rinforzato me stesso più di quanto avrei potuto immaginare; portandomi a sostenere ritmi lavorativi e sollecitazioni emotive che per intensità e complessità non immaginavo potessero neanche essere reali. Nel contempo mi sono sposato e ho avuto 3 figli, realizzando quello che era il desiderio più grande. E proposito di desideri... Nel 2017 il ritorno a Lecce! ho continuato a lavorare nel servizio sanitario pubblico, prima presso la UONPIA, poco dopo, giusto il tempo di riambientarsi, in ATSM: il via ad un'altra esperienza estrema, l'assegnazione all'Articolazione per la Tutela della Salute Mentale, deputata alla cura dei pazienti psichiatrici adulti ristretti in carcere, che la Regione Puglia aveva da poco inaugurato per implementare il livello assistenziale sanitario dopo la chiusura degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari).

Dopo 3 anni ricchi di esperienze professionali, ma la passione, il bisogno di trasmettere ed assorbire era sempre più grande di quanto mi era dato possibilità di esprimere e dunque, un nuovo cambiamento, radicale: sono ora pronto ad inaugurare una nuova avventura, cui avrete modo di partecipare se deciderete di avvalervi della mia professionalità.