DOTT.ANTONIO SANTORO

Chi sono

La vita può seguire le traiettorie più disparate: portarci lontano o, al contrario, farci partire da lontano; può farci seguire traiettorie lineari oppure involversi in circuiti tortuosi che sembrano privi di prospettiva. Personalmente ho sperimentato un’istintiva attrazione per il mio passato, che mi ha portato a ricercare una dimensione di vita che potesse includere e farmi riassaporare esperienze legate all’infanzia, all’adolescenza. In un tempo in cui, adulto, percepisco il senso di pienezza e maturità cui le esperienze volte all’emancipazione dal nucleo familiare d’origine mi hanno portato, al contempo ho avuto bisogno di recuperare i profumi, i suoni, i colori e le storie dei primi vent’anni di vita. Sono nato, a Milano, da genitori di origine salentina che avevano nel DNA i geni della ricerca scientifica, io padre, chimico analista, mi ha trasmesso la passione per il mondo microscopico, per l’energia che determina lo stabilirsi di legami tra atomi e molecole, preludio alla creazione dei legami affettivi che diventeranno grazie all’influsso di una madre solare e dotata di una doti relazionali fuori dal comune, il mio oggetto di studio, assieme alla neurochimica e alla psicofarmacologia. Appena ho cominciato a compiere i primi passi in autonomia abbandonando il girello, molto in voga negli anni ’70, ho fatto rientro a Lecce dove mio padre ha continuato la sua professione presso un noto laboratorio di analisi cliniche e dove sono cresciuto in un sereno clima familiare e parentale.

Sempre dedito allo sport con finalità ricreative e all’osservazione della natura nelle sue cicliche mutazioni, ho sviluppato un particolare interesse per la psicologia, l’etologia e per la cura del mondo dell’infanzia; ho avuto la fortuna di avere tre fratelli più piccoli e di essere sempre immerso in una dimensione di confronto e dialogo con il mondo dell’infanzia sino alla maggiore età. Anche quando, da adolescente, la maggior parte degli amici mi spingeva verso esperienze di maggiore trasgressione ed emancipazione sociale, la dimensione osservativa e riflessiva sulla realtà ha mantenuto un posto rilevante nelle mie giornate piene di digressioni, sogni ad occhi aperti, introiezione silenziosa di 'mondi paralleli', quali il mutare di un girino, la continua frenesia delle formiche, il riprodursi occasionale dei pesciolini dei miei numerosi acquari. Giunto alla maturità ho deciso con fermezza di studiare medicina, spinto dal desiderio di possedere i segreti della biologia dell’organismo vivente più evoluto e complesso e da un’innata propensione all’ascolto e all’osservazione che mi hanno naturalmente orientato negli anni alla scelta della neuropsichiatria infantile come branca specialistica. Gli anni dell’università sono stati un viaggio entusiasmante e faticoso che mi ha portato a sviluppare una forte autostima: la capacità di apprendere nell’intimo le meraviglie dell’universo microscopico di cui siamo espressione, la consapevolezza nella possibilità di raggiungere obiettivi grandiosi, l'esercizio continuo dell'autocritica come strumento per affinare la conoscenza dell'altro, sono ulteriori tratti costitutivi della mia Identità. In questo percorso la città di Pavia ha dato spessore alla mia formazione professionale. Da qui, colmo di passione e consapevole di custodire un sapere prezioso, da arricchire e valorizzare ancor più, ho scelto di proseguire gli studi presso a Torino presso il prestigioso Ospedale. Infantile Regina Margherita, aprendomi alla clinica dell'età evolutiva non solo da una prospettiva medica altamente specialistica, ma anche psicoanalitica, grazie alla contemporanea frequentazione di corsi e seminari della scuola di psicoterapia psicodinamica che la scuola di specializzazione in neuropsichiatria infantile offriva. Anni pieni di soddisfazioni e altamente formativi, di cui conservo tanti bei ricordi tra cui le parole di uno degli ultimi ragazzini che seguii, Marco, che mi disse: 'dottore, io e te possiamo costruire una città molto grande e pensierosa'. Neanche il tempo di discutere la tesi che ricevetti una chiamata cui non potevo dire di no.

Mi si prospettava la possibilità di lavorare in una comunità terapeutica per adolescenti con disturbi psicopatologici. Il coronamento della mia maggiore ambizione, la cura del disagio psichico. Ancora rinunce dal punto di vista affettivo e ambientale; ancora lontano dalla famiglia, in quella Milano che sembrava apparentemente chiudere un cerchio (essendo il mio luogo di nascita) ma che in realtà creava una nuova, più lunga traiettoria di vita prima del ritorno alle origini. 12 anni intensi, ricchi di esperienze forti, che hanno riempito e rinforzato me stesso più di quanto avrei potuto immaginare; portandomi a sostenere ritmi lavorativi e sollecitazioni emotive che per intensità e complessità non immaginavo potessero neanche essere reali. Nel 2017 il ritorno a Lecce, prima presso la UONPIA; poco dopo, giusto il tempo di riambientarsi, il via ad un'altra esperienza estrema: chiedo l'assegnazione al reparto per la cura dei pazienti psichiatrici adulti ristretti in carcere, nella nuova Articolazione che la regione Puglia aveva da poco inaugurato per implementare il livello assistenziale sanitario dopo la chiusura degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari); il bisogno di un rapporto diretto col paziente, la fame di trasmettere ed assorbire al tempo stesso da essi era sempre più grande di quanto mi era dato possibilità di esprimere e dunque, dopo altri tre anni, sono ora pronto ad inaugurare una nuova avventura, cui avrete modo di partecipare se deciderete di avvalervi della mia professionalità