DOTT.ANTONIO SANTORO

Aumentano le acuzie psichiatriche in età evolutiva

Consiglio la lettura di un articolo uscito sul Corriere della Sera (il 14/05/2021), in merito al vertiginoso aumento di richieste di cure psichiatriche nei reparti di neuropsichiatria infantile in Lombardia, in seguito all'emergenza Covid:

Lombardia, la lista d’attesa dei ragazzi per i reparti di psichiatria. «Mi faccio del male, è un antistress»

La regione conta 112 posti letto nei reparti di degenza: la richiesta è il doppio dei posti disponibili. Crescono risse, disturbi alimentari, tentati suicidi. San Paolo e Carlo, il primario Albizzati: il sistema è saturo di richieste in ospedale e carente sul territorio. Gatto, presidente del Tribunale per i minori: mancano comunità terapeutiche

Lombardia, la lista d'attesa dei ragazzi per i reparti di psichiatria. «Mi faccio del male, è un antistress»

C’è una ragazzina che si è fatta tagli sulle braccia e sulle gambe e un’altra che ha inghiottito una lametta da barba, un terzo ha svitato le viti di un tassello e le ha usate per farsi male, «per provare dolore e scaricare lo stress», e ancora un ragazzo appena più grande — 16 anni — che si lancia violentemente contro il muro del corridoio immaginando sia una porta che lui proprio non riesce ad aprire. Alla Neuropsichiatria infantile dell’Asst San Paolo e Carlo il primario Alessandro Albizzati e la sua squadra descrivono un sistema «completamente saturo di richieste in ospedale e carente in modo grave sul territorio».

La Lombardia conta 112 posti letto nei reparti di degenza, dislocati in sei centri (il Besta e l’Asst Santi Paolo e Carlo a Milano, il Mondino di Pavia, le Asst dei Sette laghi, di Monza e il Civile di Brescia). «Servono per le acuzie e sono un terzo di quelli italiani ma soltanto la metà di quelli che ci servirebbero in questo momento», riflette Paola Sacchi, psichiatra che lavora alla direzione Welfare in Regione.

Mercoledì a Palazzo Lombardia c’è stato un convegno cui hanno partecipato le istituzioni (assessore Letizia Moratti in testa), molti esperti del settore ma anche centinaia di giovani da remoto. È stato un confronto serrato. Domanda e risposta. Se le testimonianze fanno riflettere, i dati anche: «I problemi psichiatrici dei ragazzi pesano enormemente sulle famiglie che chiedono aiuto. Quei minori hanno diritto di essere curati in modo adeguato con una diagnosi precoce e una forte presa in carico del territorio, ma anche gli specialisti delle 16 unità diffuse (Uonpia) a Milano hanno drammaticamente bisogno di un potenziamento, così come le strutture terapeutiche di Pronto intervento specializzate in adolescenti», continua Sacchi. E Albizzati: «Oggi i ricoveri si allungano perché sul territorio non c’è nessuno che prenda il testimone in modo efficace, ed è un gatto che si morde la coda».

Il San Paolo, nel suo day hospital dedicato ai disturbi alimentari, registra un boom di richieste. In Lombardia i tentati suicidi aumentano del 50 per cento, la rabbia sociale talvolta esplode in risse (come avvenuto a Gallarate) e i ragazzi in carico ai servizi della giustizia minorile per maltrattamento contro i familiari, del 41 per cento. A denunciare la situazione esasperatasi in tempo di pandemia non sono solo i medici ospedalieri, gli psicoanalisti del Centro italiano di psicoanalisi, gli psicologi e gli operatori ma anche il Tribunale per i minorenni guidato dalla presidente Maria Carla Gatto. Talvolta, nei casi più acuti e difficili, si arriva persino a strumentalizzare il procedimento giudiziario trasformando la malattia in reato per fare in modo che il ragazzo venga ricoverato con urgenza, ma è evidente che neanche questa è una soluzione. «Quando il disagio psichico si intreccia con l’uso di sostanze si aggiunge poi un tema ulteriore e molto complesso. In Lombardia mancano comunità terapeutiche che possano rispondere a questa fame di ascolto e di cura in tempi rapidi. Così i ragazzi si perdono», fa notare ancora Simone Feder, responsabile della comunità. La Casa del giovane è in prima linea per cercare di agganciare i ragazzi al boschetto di Rogoredo. Mercoledì sera lì è arrivata una ragazza di diciannove anni. A casa i suoi genitori, disperati, la cercano, lei era dentro.